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Dopo le vieocassette di tecniche pittoriche degli anni 90 e le puntate su reteveneta, la novità: i videomanuali, dei veri e propri manuali di pittura in DVD.

I maestri ripresi in diretta, i trucchi del mestiere spiegati e filmati con dovizia di particolari. La pittura è un mestiere che si impara guardando chi lo sa fare. Da oggi questo è possibile direttamente a casa vostra.

Trovate i DVD  in vendita su amazon.it

Cahier de Voyage

Il ritratto a pastello

Il paesaggio a olio

L’acrilico a spatola: natura morta

 

TUTTO QUELLO CHE I CRITICI D’ARTE NON DEVONO SAPERE OVVERO:

Come si guarda un quadro

Questo è quello che penso. Iniziamo con una nota di Ingres. Cerca l’immagine http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b7/Ingres_valpincon.jpg/404px-Ingres_valpincon.jpg

…Per un buon pittore, quando conosca bene il mestiere ed abbia ben appreso ad imitare la natura, la cosa più ardua  sta nel “pensare” tutto intero il suo quadro.

Averlo per così dire tutto in mente, per poterlo dipingere in seguito con calore e come d’un solo getto…

poi  Cezanne:

Cerca l’immagine

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f5/Paul_C%C3%A9zanne_108.jpg/764px-Paul_C%C3%A9zanne_108.jpg

…Procedo molto lentamente, perché la natura è per me estremamente  complessa, e i progressi da fare sono infiniti. Non basta vedere bene il proprio modello, bisogna anche sentirlo con esattezza, e poi esprimersi con forza e chiarezza…

e  ancora:…

 Il disegno ed il colore non sono affatto distinti. Man mano che si dipinge, si disegna. Più il colore diventa armonioso, più il disegno si fa preciso.

Concetti simili li troviamo anche negli scritti di Leonardo, Cerca l’immagine

http://www.pensionegatti.com/pensione/images/pensioneanimali/la-dama-con-lermellinoe2809d-di-leonardo-da-vinci.jpg

nelle lettere di Vincent Van Gogh,

Cerca l’immagine

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/49/Van_Gogh_La-Crau.jpg

nei testi di Paul Klee Cerca l’immagine

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/26/Fire_in_the_Evening.JPG/580px-Fire_in_the_Evening.JPG

o di Pit Mondrian , Cerca l’immagine

http://www.crakweb.it/upload/Articoli/884/mondrian-grey-tree.jpg

Georges Braque, Cerca l’immagine

http://www.contrappunto.net/public/blog/lezioni/foto3/0005.jpg

Nicolas Destael Cerca l’immagine

http://images.arcadja.com/sta%C3%ABl_de_nicolas-le_phare~300~10601_20110623_2011-06-23_85.jpg

Escludo  volutamente l’arte dopo gli anni “50 per un motivo molto semplice.

Da quando il “Marketing dell’arte”, si rende  conto della portata del fiume di denaro che riesce a muovere il mercato della pittura, ha creato un’arte che non richiede abilità e conoscenza ma solo trovatine creative- original- trasgressiv-giocose,  denominate con un termine improprio: “ creatività ”:

la Pop Art e tutto quello che nasce dopo.

Torniamo al passato, sappiamo vedere quello che i grandi pittori dipingevano? Quando entrate in una chiesa, istintivamente andate verso il centro e alzate lo sguardo al cielo. Girate su voi stessi, compiendo una rotazione di 360 gradi: osservate in tondo.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/8/85/Interno_della_basilica_di_san_marco%2C_venezia.jpg

Così il pittore affreschista entrando nella chiesa che doveva dipingere, progettava  l’opera pensando in tondo. Cerca l’immagine

http://youtu.be/xzQr22WfpKg

Le storie erano affrescate in sequenze, separate tra loro da contorni dipinti.

Cerca l’immagine

http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQtKMKxoK8EysS9pIRgZFkrQIOtTV_T7HgZZ4et8vu8W3pgdxjmPA

Gli affreschi erano pensati considerando che sarebbero stati guardati dal basso.

Per questo motivo i pittori dovevano conoscere perfettamente le regole della prospettiva. (De  prospectiva  pingendi  di Piero della Francesca).

http://digilib.netribe.it/bdr01/Sezione.jsp?idSezione=50

Quelle regole che gli allestitori dei musei (spesso architetti presumo non conoscano). Vediamo esposti strappi di celebri affreschi che dovevano essere visti dal basso, collocati all’altezza degli occhi. Cambiando il punto di vista, la figura diventa sproporzionata, facendo apparire i grandi pittori del passato dei deficienti incapaci di creare figure ben fatte. L’opera doveva essere fruita da lontano, l’interesse era sui contenuti, non sull’esecuzione. Questa doveva essere perfetta, altrimenti la bottega non poteva neanche esistere, il maestro garantiva.

www.perugino.it/canale.asp?id=329

La formazione del pittore partiva dalla bottega. Iniziava come garzone e tutto era insegnato in funzione dell’affresco. La bottega era un corpo unico che produceva pareti di pittura. Si dipingeva per stesura partendo obbligatoriamente  dall’alto per poter finire l’affresco prima che l’intonaco asciugasse.

Quando alla pittura si affacciano  nuove committenze, i mercanti, l’opera d’arte è realizzata anche in formato ridotto, appare una riquadratura del dipinto costruita attorno all’opera, spesso disegnata dallo stesso pittore: La cornice.

Appunti sulla cornice

Forse Gentile da Fabriano, fu il primo a realizzare in legno una riquadratura che racchiudeva un dipinto.

Da quel momento quadri e cornici non si separeranno mai.  Costruire cornici diventa un’arte, a volte è difficile capire se è più  bella la cornice o il quadro.

Renoir disse: “ la cornice è la più bella invenzione della pittura”.

La cornice diventa un’opera d’arte che racchiude un’altra opera d’arte.

L’affresco racconta il riassunto di una storia (Il tempo). Il quadro è un particolare del riassunto (un frammento di questo tempo).

La cornice è l’opera d’arte che racchiude il tempo in uno spazio invalicabile. L’opera d’arte spazio che racchiude l’opera d’arte tempo. Quadro e cornice fanno parte dell’arredamento. Lo stato sociale dei potenti si manifesta attraverso l’esibizione delle opere d’arte di grandi artisti. Il quadro deve essere appeso alla parete. A quale altezza? L’orizzonte del quadro deve corrispondere alla metà degli occhi. A quale distanza deve essere osservato il quadro? La distanza ideale per osservare un oggetto, secondo Leonardo è di tre volte il lato maggiore. Per essere più chiaro: se il quadro è largo oppure alto 1m dobbiamo osservarlo alla distanza di 3m. da questa distanza il cono visuale

abbraccia il quadro in modo totale

La cornice delimita il quadro, costringe l’occhio all’attenzione.

Il dipinto comunica emozioni. Tutto quello che si trova all’esterno della cornice  perde d’importanza.

Il dipinto si esegue per stesura

“all’antica”, fino alla nascita della pittura per accostamento.

Mi rendo conto che è necessaria una spiegazione più profonda per chiarire questi concetti, mai spiegati dalle nostre amate penne che scrivono sull’arte senza averla mai praticata.

I critici studiano altri critici che li hanno preceduti. Non studiano la pittura tanto meno i pittori.  Braque scriveva: … Non bisogna chiedere all’artista più di quanto possa dare, né al critico più di quanto possa vedere.

Dobbiamo partire da Isaac Newton.

Non penso che Isaac Newton avrebbe mai immaginato che la sua teoria dei colori scritta tra il 1665 e il 1666 potesse creare una totale rivoluzione sul modo di vedere e riprodurre i colori da parte dei pittori. Newton osserva che la luce, passando attraverso un prisma, si scompone in diversi colori. Mauro Boscarol – Il cerchio di Newton

Creando il fenomeno della dispersione della luce. Denominerà questo fenomeno “spettro solare”. Dalla teoria di Newton, Goethe elabora un’opera monumentale sul colore.  Teoria dei colori – Wikipedia

Goethe era un bravo pittore acquerellista egli osserva i colori  da pittore e non da scienziato, scrivendo la prima vera teoria del colori per pittori.

Sarà una rivoluzione, gli artisti osserveranno la natura in modo diverso.

I nuovi enigmi del colore visto e non pensato, costringono i pittori a dipingere  con un occhio rinnovato.

Nasce la pittura per accostamento. Dipingendo dal vero i pittori si rendono conto che ogni colore influenza quello vicino. Il tono del fondo influenza tutti i

gli altri. Su questo fondo che scontorna il disegno, i toni di colore si accostano senza sfumature sfruttando il segno della pennellata per ottenere delle fusioni. Turner comincia a dipingere applicando ciò che sapeva sulle teorie cromatiche di Goethe. Osserva la natura attraverso un

prisma simile a quello di Newton. Così separava i colori. Dove vedeva un arancio, dalla parte opposta trovava un blu. Dove c’era un viola vedeva all’opposto del giallo. Negli studi  all’acquerello questi accostamenti sono per noi scontati, ma allora erano una vera e propria rivoluzione. Quando Monet si recò  a Londra  scoprì questo modo di dipingere, ne rimane affascinato. Da allora anche lui applicò questa nuova visione cromatica.

Turner sperimentando questo tipo di osservazione, cambia in modo rivoluzionario il punto di visione del quadro. Per vedere un suo quadro in modo corretto, dovete cambiare il cono  visuale e allontanarvi dal quadro, non più da 1-3, ma da 1-6. Per essere più chiaro: se il lato maggiore del quadro è di un metro dovete allontanarvi fino a 6 metri. Guardando le riproduzioni dei quadri di Turner non sentite questa necessità, ma se vi capitasse di vederli dal vero ricordatevi di questo principio. La scoperta dei colori in tubetto segna un ulteriore svolta nella pittura di paesaggio. Ora i pittori possono dipingere all’aperto come se fossero in studio.

Cézanne è il pittore che più di ogni altro sviluppa e teorizza il principio della pittura per accostamento. La sua diventa una proporzione ( A:B come B:C)..

Questo principio lo estenderà anche alla forma. Cercherò di farvi capire. Cézanne parte dall’angolo di visione. L’angolo di visione, è l’angolo formato da due linee immaginarie che  dall’occhio, si allargano

ad abbracciare i lati estremi dell’ oggetto da copiare. Cambiando la distanza varierà l’angolo di visione. Se guardate restando immobili, un oggetto chiudendo prima l’occhio destro, poi il sinistro, vedrete l’oggetto sotto due prospettive diverse e, inoltre l’impressione di un movimento a scatto.

http://www.artdreamguide.com/_arti/cezanne/img/604.jpg

(Troveremo mezzo secolo dopo, una variante di questa intuizione di Cézanne nei quadri di  Mondrian, particolarmente in Broadway boogie woogie).

Mondrian_Broadway_Boogie_Woogie.jpg

Non divaghiamo.

L’ellisse rappresenta il campo visivo binoculare..

.

Sedete davanti al vostro soggetto e cercate di capire cosa può abbracciare il vostro sguardo. Concentratevi sul punto che avete scelto, vi accorgerete che esiste una zona neutra in concomitanza della “ coda dell’occhio”, la forma e il colore risultano più deboli..

Torniamo alla prospettiva intuita da Cézanne, che io chiamo la “prospettiva vagante”. Per avere prospettive diverse ad occhi aperti, dovete spostarvi con tutto il corpo cambiando posizione rispetto al soggetto.

Cézanne cambiò il modo di “vedere”il quadro, anzi insegnò a “sentire” il quadro.

Scrisse: Ho voluto  legare le linee fuggenti della natura.

L’acquerello del 1880, ci rivela

l’applicazione di questa teoria.

Osservate l’anfora, è stata copiata da due punti di vista diversi e accostati per formare un unico.

Se provate a coprire prima una metà  poi l’altra di qualunque dipinto di Cézanne potrete constatare quello che vi spiego.

Cézanne accosta due armonie diverse ottenendo un unico. Se facciamo un salto indietro nel tempo, possiamo trovare una similitudine nell’arte romanica: per  esempio questi due capitelli diversi l’uno dall’altro uniti in un unico.

http://castellalfero.interfree.it/chiese/lore133/Mvc-187s.jpg

Ho semplificato molto il concetto con esempi elementari per facilitare la comprensione ai critici d’arte.

Per accostare due forme diverse dello stesso oggetto, dobbiamo ridurre tutti gli elementi, su cui si basa la visione geometrica di Cézanne, a forme elementari. L’armonia asimmetrica.

Le forme degli elementi che componevano  i suoi soggetti, venivano scelte accuratamente, in modo maniacale.

Dovevano avere le caratteristiche geometriche su cui aveva costruito la sua pittura: dalla natura morta al ritratto,  dal paesaggio alla figura. Tutto doveva essere ridotto a un cilindro, un cono e una sfera.

Questi elementi li ritroviamo anche nella cultura Zen.

Questo dipinto di Gibon Sengai ( muore due anni prima della nascita di Cézanne.)  Monaco buddista della setta Rnzai realizzato in stile Sumi-e intitolato :” Simboli dell’universo secolo XVIII-XIX China su carta di riso

cm 51×109 Tokio, Mu seo Idemitsu gibon‑sengai‑1750‑1837.jpg

Queste figure essenziali le troviamo nello studio di questa brocca.

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La pittura impressionista è stata tutto tranne che una pittura istintiva come molti “divulgatori di cazzate” ci hanno convinti. Cézanne inventa una nuova visione del dipinto, non dipinge più il tempo ma lo spazio, anzi per essere preciso lui per primo dipinse il tempo-spazio all’interno del quadro. La cornice superflua. Il soggetto può essere dipinto da più punti di vista. Il risultato sarà una serie di accostamenti di forme e colori. Questa visione del dipinto sarà sviluppata da Paul klee.

L’accostamento di forme più l’accostamento di toni di colore,  determinerà un dipinto che verrà intitolato composizione . I primi del 900 sono importanti per la nascita della nuova visione della pittura. Il Cubismo di George Braque, Il futurismo di Balla e Boccioni. Il cubismo arte di sinistra e il futurismo arte di destra, nascono nel periodo in cui  viene  formulato da Bergson

“IL PRINCIPIO DELLA DURATA”

una distinzione tra tempo naturale e tempo meccanico. Il tempo naturale cambia in continuazione ci arricchisce di esperienze e non può mai tornare indietro.  Una sintesi di passato, presente, futuro. Divenire e creazione in atto. Tutto è in movimento anche ciò che ci sembra fermo, perché partecipa al movimento continuo dell’universo. Il tempo meccanico è il tempo inventato dall’uomo. È il tempo dell’orologio e del

cinematografo, sempre uguale, immutabile che non da esperienze. Può essere portato avanti e indietro indifferentemente. Si può ricominciare da capo senza che nulla accada.

Il futurismo nasce dall’idea dal tempo meccanico.

Pensate al tempo scandito dalle lancette dell’orologio che è possibile fermare, far tornare indietro . Il tempo reversibile  nessun istante diverso dall’altro incapace di esperienza. Il cinematografo è un esempio. I primi esperimenti di Giacomo Balla nascono dalle pellicole cinematografiche.

http://it.novopress.info/9625/giacomo-balla-la-modernita-futurista/

Altra cosa è il cubismo, che nasce dall’idea del tempo naturale, il tempo vissuto. (Qui si respira l’aria di Cézanne)

Pensate a un vassoio con la frutta, lo vedete di fronte, però, nello stesso istante potreste vederlo dall’alto, e dal lato destro o da quello sinistro. Se tutti questi punti di vista diversi, vengono dipinti contemporaneamente otterremo un dipinto che va oltre alla visione  alternata  di Cézanne  Il soggetto non è più osservato da due punti di vista diversi ma da  N punti di vista . Braque andrà oltre, non si occuperà solo dell’interno del quadro, ma

anche  dell’esterno. Si pone anche un altro problema, Il tempo del quadro racchiuso dalla cornice( spazio) lo sente opprimente. Cerca una soluzione un po’diversa da quella di Cèzanne.  Prosegue il dipinto anche sulla cornice pensando di togliere al tempo il limite dello spazio. Giacomo Balla si pone lo stesso problema e trova una soluzione parallela a quella di Braque. Probabilmente i pittori ricercatori subiscono il fascino dello spazio nei nuovi aspetti della fisica  grazie alla teoria della relatività. Esattamente come Newton trasformò la visione del colore.

La terza tendenza pittorica che ha caratterizzato il nuovo secolo è l’astrattismo 1911/1912. Klee, Kandinskij, Mondrian, furono le punte di diamante di questa nuova visione della pittura. Una nuova arte che ha una radice nella pittura Fauves. È una pittura che si lega al principio del piacere.( Klee dipingerà in modo ironico i sintomi dalla malattia letale di cui soffriva: la sclerodermia.”

http://www.corriere.it/Media/Foto/2011/03/04/gezeichneter–140×180.jpg?v=20110308120905

L’occhio deve essere rapito dai colori, dalle forme e lavorare nel proprio inconscio come in un sogno. Klee scrive la teoria della forma e della figurazione ,  Kandinskij, http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTDFr4aL7fsAy6z3fmorATyKMrYu-CBli5wxWb3le2V4EQYGUv5zw PUNTO LINEA SUPERFICIE e LO SPIRITUALE NELL’ARTE.  Mondrian dopo l’incontro con l’antroposofia di Rudolf Stainer ne abbraccia la teoria. Mondrian http://www.shafe.co.uk/crystal/images/lshafe/Mondrian_Mill_Sunlight_1908.jpg ritorna a Goethe e ai colori principali. Dipinge con i colori di Turner, blu, rosso, giallo. Si deve imparare l’arte e poi dimenticare tutto per seguire l’istinto e la creatività. (L’interpretazione ignorante di questo principio ( complici i grandi critici del …), ha portato alla nascita della teoria che è inutile imparare il mestiere dell’arte per poi dimenticarlo. Tanto vale non impararlo, così si risparmia tempo. A cosa serve disegnare come Leonardo, c’è già la macchina fotografica.).  Il pittore perde l’aspetto di interprete , diventa un creatore. Il pittore come un Dio primitivo  crea il  suo dipinto.  Il colore è solo un mezzo, ma qualunque cosa può sostituire questo mezzo. Questo è quello che avviene prima del Suprematismo. Il suprematismo è il mondo della non rappresentazione. La riduzione  delle immagini a forme geometriche elementari, l’annullamento del tempo e dello spazio. Questa nuova corrente pittorica, nasce dal  pensiero di Casimir Malevich.

Il Suprematismo di Casimir Malevich (nato nel 1913) è la risposta Russa al Cubismo  (1912),  al Futurismo (1909), all’Astrattismo (1912). Il Suprematismo, diventa un movimento.   Malevich, El Lisinski  fanno parte insieme ad altri del movimento. Avrà una visione rivoluzionaria del quadro: “IL PROUN”.  Il Suprematismo,  come tutti i movimenti culturali partiti dagli stessi artisti, “ Realismo, impressionismo, puntinismo, ecc”,  portò una grande innovazione.

http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcT9UKoTGHr__NSIqLBronzBqSlHW9IR6e2dl3GtbgsZZKizbb3N

Il Proun quadro che si allarga e dilata sulle pareti, sul soffitto e sul pavimento. Rappresenta una rivoluzione totale per quel che riguarda  il quadro e la cornice ( tempo e spazio) . Così  El Lisinski spiega il Prun .

(…  nel Prun viene in luce in modo nuovo la sintesi delle risultanti delle singole forze. Vediamo che la superficie esterna del Prun cessa di essere un dipinto, Diviene una costruzione che si deve osservare girando da tutti i lati, guardarla da sopra, esaminarla da sotto. La conseguenza è che viene distrutto l’asse unico del dipinto,  perpendicolare all’orizzonte. Girando ci avvitiamo nello  spazio ,  Abbiamo messo in moto il Proun otteniamo così un maggior numero di cose in proiezione; noi vi stiamo in mezzo e le separiamo tra loro 6-6-1922. Il Proun: non  aveva niente a che fare con le cazzate del quadro ambiente degli anni 70 ma era un gesto rivoluzionario in un paese in cui la rivoluzione era in corso. Paradossalmente la rivoluzione Russa ha riportato l’idea della visione del quadro in tondo, esattamente come lo viveva l’affreschista medioevale. Quale  teoria moderna teorizza l’arte inventata dal

marketing , un’arte che nasce dall’analisi dell’interazione del mercato e degli utilizzatori. E con questo suggerisco di andare a fa….o a tutto quello che gira attorno al mon dell’arte e al suo mercato compresa relativa cocaina. Rifiuto tutte le correnti decise al tavolino dagli  esperti di marcketing  chi compra per milioni uno squalo che marcisce sotto formalina se lo merita. Quando si entra in una casa dove è appeso un quadro di Fattori, http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQNaV-M7OSKD7TRrue8vCUihLt06oOLAmXUHVOF7SkhP9kEeN7zdo

si pensa: “ che bello”. Quando si entra in una casa dove è appesa una “creazione” di Andy Warhol si pensa” chissà quanto costa”.

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Di bello non c’è niente. Oggi, arrivato a 67 anni suonati e il mio cuore anarchico capace ancora di sorprendersi copiando la natura, vuole rendere omaggio agli intellettuali della nomenclatura di “ FINIFTVA, i fighetta dell’arte” Quelli che hanno inneggiato a Guttuso e ignorato Osvaldo Licini o Spazzapan.  Quelli che hanno abbracciato e venduto l’arte del marketing come avanguardia rivoluzionaria e anticonformista. I Dadaisti avevano già fatto tutto, dalle istallazioni agli impacchettamenti, ai rimbambimenti da cocaina basta andare a leggere e informarsi. Altro  che acquistare i quadri attraverso le televendite. Considero gli operatori del marketing dell’arte i responsabili della  devastazione delle scuole d’arte europee e in particolare di quelle italiane, le più grandi del mondo. Credo che l’astrattismo europeo fino agli anni 50 sia stato l’ultimo movimento pittorico nato dal pensiero dei pittori stessi  come l’impressionismo e tutte le correnti pittoriche. Non esiste niente di più immobile dell’arte dopo gli anni 50. Nessuna ricerca nessuna emozione. Solo piccole trovate. Ha ragione Robert Hughes, ma adesso che il mestiere è stato massacrato, chi è in grado di insegnare le regole d’impostazione o le  regole di esecuzione. Non ho ancora incontrato chi le conosce.  Quanti insegnanti delle scuole d’arte,  conoscono la differenza tra una matita con la punta a lancia o una matita con la punta a scalpello. Chi insegna ancora l’uso del filo a piombo per disegnare la figura dal vero con la visione monoculare, come spiegava  Leonardo, e che dire della visione binoculare di Cézanne? Quelli che copiano dalle fotografie e confondono la pittura con l’illustrazione o il fumetto. Questo è quello che penso.

Ettore Maiotti

Ivideomanualidi

Ettore Maiotti

IL MESTIERE DEL PITTORE

Luisella Lissoni ed Ettore Maiotti,

hanno creato, attraverso l’uso delle moderne tecnologie, una inedita e originale linea manualistica,

indirizzata all’insegnamento del “mestiere”. Quel mestiere tramandato da maestro ad allievo.

Prima nelle antiche botteghe, poi nelle Accademie, infine negli Atelier. Non sarà certo l’arte creata dal marketing

Creative-Original-trasgressiv-giocosa che ha invaso le accademie,

e nemmeno l’industria dei materiali per belle arti ad insegnare il mestiere

I veri maestri non insegnavano la creatività, ma il mestiere per esprimerla nel modo migliore.

Il disegno e la pittura sono un mestiere che deve essere “rubato” guardando chi lo sa fare.

Il maestro deve mostrare, correggere, arricchire senza influenzare chi vuole avvicinarsi all’arte.

locandina videomanuali

Le regole del disegno e della pittura facevano parte del bagaglio di conoscenze che ogni artista portava lungo il suo percorso arricchendole con le nuove esperienze.
Le accademie, le botteghe, gli atelier erano i luoghi dove il mestiere veniva tramandato da maestro ad allievo.
Divido le regole in due gruppi.

PRIMO: REGOLE DI POSIZIONE.
La posizione del corpo durante  l’esecuzione del disegno  (esattamente come la posizione del pianista al pianoforte , del calligrafo  o del falegname). L’impostazione della mano per ottimizzare la traccia della matita. La distanza del corpo dal cavalletto e dal soggetto da  copiare. Il segno
Come temperare la matita, come cancellare.


SECONDO: REGOLE DI ESECUZIONE.
Come scegliere, disporre, guardare una natura  morta, una figura, scegliere un paesaggio.
Imparare a vedere, costruire un disegno, l’ombreggiatura, la prospettiva, l’anatomia,  il paesaggio, gli animali,  gli stili del disegno.
C’è un’altra regola non  scritta che gli artisti seguono per tutta la vita : il pensiero continuo all’opera con umiltà e devozione.
Van Gogh scrisse lettere appassionanti che assieme alle sue opere, diedero spunto ai sogni dei pittori venuti dopo di lui.

Da una lettera scritta il 12 ottobre 1881da  van Gogh al fratello Theo

….  il disegno di figura è un’ottima cosa che , indirettamente, agisce favorevolmente sul disegno di paesaggio.
Se si disegna un salice come se fosse un essere vivente (e in definitiva, lo è veramente) tutto il resto segue con facilità. Basta concentrare ogni attenzione su  quell’unico albero finché si riuscirà infondergli vita….

Nello studio del disegno e della pittura, l’apprendimento delle regole è un dovere. Le applicherete con diligenza sino ad arrivare al punto di metterle in pratica , spontaneamente, senza doverle ricordare. Le regole devono diventare parte di voi stessi, come il respiro o il battito del cuore:
Solo al raggiungimento di questo traguardo potrete usarle in modo classico o in modo trasgressivo e ottenere lavori di qualità.

Leonardo Da Vinci:  presunto studio per l’angelo della vergine delle rocce
1483/1485    181 x 189 mm  punta d’argento su carta
Torino bibblioteca reale

Il libro della conoscenza dell’arte del disegno.
PROGRAMMI PRATICI PER ARTISTI, STUDENTI E APPASSIONATI.
(ESTRATTO DELLA CONFERENZA OTTOBRE 2008 all’associazione acquerellisti Ticinesi)
Imparare il disegno significa conoscere e fare proprie le esperienze del passato, costruendo il nuovo sulle loro fondamenta, in un processo evolutivo che non ne annulla i principi.
Oggi assistiamo ad uno strano fenomeno: il termine moderno è sostituito da nuovo, il termine antico da vecchio, bello da originale.
L’improvvisazione e la fretta declassano la fatica per l’apprendimento ad un’inutile perdita di tempo.
Il disegno rinascimentale, fatto di forma e volume, raggiunse vette di abilità tecniche mai pi ineguagliate nel tempo, rappresentando ancora oggi la piu alta espressione figurativa del bianco e nero.
Ogni secolo passato è stato caratterizzato da scuole e movimenti artistici di qualità, posso affermare che la seconda metà del secolo XX ha segnato il punto di regresso.
Dopo il 68, nella cultura dell’arte si decretò il tramonto del disegno e il trionfo del segno improvvisato: (l’arte senza fatica).
Provate a suonare un violino o un pianoforte senza dedizione e fatica.
Insegnanti, artisti, critici e mercanti si esprimevano con una superficialità di frasi del genere:” non serve imparare il disegno classico, basta che ognuno trovi il proprio segno istintivamente”, intendendo con ciò che il segno doveva avere stile, originalità, effetto e soprattutto doveva essere unico, personale, inimitabile, inconfondibile.
Simile idea di marketing, seguita da un alto numero di copiatori di Picasso, Klee, Matisse, e di artisti “trasgressivi” che creavano sotto “effetti speciali” ha portato all’impoverimento dell’arte. Partendo da tutta quella parte teorico tecnica che da Cennino Cennini, Leonardo, Vasari, Rembrendt Caravaggio, Ingres Courbet, Corot, Ruskin, Pissarro, Cèzanne, Seurat Previati Balla, Bissier,  Klee,Kandinskij Malevich, Mondrian per parlare dei piu’ conosciuti, siamo arrivati alla nascita dell’astrattismo europeo. Ogni pittore che ha segnato il suo tempo, ha lasciato una traccia teorico pratica costruita sulle conoscenze di chi l’ha preceduto. Non conosco teorie sul colore o sulla figurazione scritta dai pittori attuali. Anzi, vedo sia nel disegno che nella pittura, figurativa o astratta l’incapacità di ottenere la terza dimensione, la profondità sia attraverso l’ombreggiatura che attraverso il colore
Cattivi maestri si sono resi colpevoli di omissione di informazioni por aver taciuto che Picasso, Klee, Matisse e gli altri grandi riuscirono a raggiungere l’immediatezza di esecuzione solo attraverso un lungo  e metodico lavoro di formazione  classica.
Per cui, il segno, in apparenza semplice e casuale, era frutto di anni di esercizio.
Ma cos’è il segno? Se tralasciamo le risposte della geometria sul punto e la linea, possiamo dire che il segno è un’impronta visibile tracciata su una superficie con uno strumento che lascia una traccia piu’o meno marcata.
Nel disegno antico le regole di costruzione erano rigorose.
Nella pittura moderna, dopo Klee, Kandinskij Mondrian e tutti i pittori innovatori dei primi del secolo scorso, il segno diventò espressione di una emozione. Tale acquisizione di significato avviene anche grazie alla scoperta delle pitture rupestri e alla lettura europea della calligrafia e della pittocalligrafia  giapponese.
Il segno in pittura è talmente importante da costituire contemporaneamente forma, volume, materia ed espressione, anche grazie ai nuovi materiali che l’industria del colore mette a disposizione.
Lo stilo d’argento o di piombo lascia il posto alla matita di grafite con numerose durezze, matite carboncino  grasse e magre, bianche o color sanguigna, color seppia o grigio.
I nuovi materiali devono essere usati come quelli antichi, i gesti di esecuzione sono i medesimi: i gesti dell’uomo, gesti antichi che si tramandano da maestro ad allievo, non c’è altro mezzo.
Una curva in un disegno di Kandinskij o le linee spezzate nei disegni di klee racchiudono e rappresentano tutto quello a cui ho appena accennato.
Non sono convinto che chi non conosce il disegno è più spontaneo e creativo, ma è vero che chi non lo conosce è approssimativo, insicuro, pasticcione, incapace di comprendere dove iniziare e quando e dove finire, soprattutto incapace di ripetere: (non copiare, ma ripetere).
Negli anni dei miei studi alla scuola d’arte, osservavo con stupore e ammirazione i miei maestri disegnare:  facevano  gesti con  la spontaneità di chi li ha nel proprio bagaglio genetico, che nessuno glieli ha mai insegnati.
Poi disegnando molto io stesso, scoprii che solo dopo un lungo e continuo lavoro, si può raggiungere immediatezza e disinvoltura nell’esecuzione. In più, anche i grandi del passato, letti e studiati per carpirne i segreti, hanno contribuito alla mia formazione.
Da sempre, la pittura è una disciplina fatta di regole e di traguardi da raggiungere;  sono inutili le comode teorie sulla creatività  che evitano l’impegno e la ricerca da parte di taluni insegnanti poco capaci che si trincerano dietro alla teoria romantica: “pittori si nasce e non si diventa”.
Il primo strumento che devi imparare a usare è la tua mano.
Tutte le rivoluzioni hanno sostituito vecchie regole ormai insopportabili  con delle  regole nuove piu vicine alle nuove necessità.
Con il senno di poi osservo che il famoso 68 non ha avuto niente di rivoluzionario ma molto di confusionario. In questa confusione, le scuole d’arte hanno avuto la peggio.
Prima di questa data non è mai esistito un pittore degno di questo nome che lavorasse  con qualunque postura del corpo e posizione del foglio, come ho visto fare nelle accademie e nei licei artistici che ho visitato nella primavera del 2005.
L’arte figurativa è una disciplina, esattamente come il bel canto  o lo studio di uno strumento. Certo si può disegnare o dipingere senza seguire le regole, come si può cantare grazie a una bella voce o suonare a orecchio. Però non si è pittori, né cantanti, né musicisti, ma solo dilettanti.

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